Siete citati da ChatGPT. Ma non siete nei suoi annunci. È un problema?
Analizzando le conversazioni raccolte per il nostro ultimo report su ChatGPT Ads, c'è un dato che salta all'occhio subito. Quattro dei brand più citati da ChatGPT nelle risposte, con una frequenza che va da due a undici citazioni nelle conversazioni osservate, non hanno nessun annuncio presente in quelle stesse conversazioni. Zero.
Sono brand che il modello raccomanda spontaneamente, senza che nessuno abbia pagato per quella visibilità. E che però restano completamente assenti quando la stessa conversazione si trasforma in uno spazio pubblicitario.
Cosa significa
La domanda che mi arriva più spesso è se essere ben posizionati organicamente in ChatGPT basti, prima o poi, a comparire anche negli annunci. La risposta, almeno sui dati che abbiamo raccolto, è no. Sono due livelli distinti, con logiche diverse: uno è il modo in cui il modello cita e raccomanda un brand sulla base di come ne parlano le fonti che legge, l'altro è uno spazio pubblicitario che si acquista, con le sue regole di asta e di targeting. Nessuno confonderebbe mai la propria posizione organica su Google con il fatto di comparire anche in un annuncio Google Ads. Con ChatGPT vale lo stesso principio, solo che il mercato è troppo giovane perché sia già ovvio a tutti.
C'è un secondo dato che rende il quadro più interessante, non solo per chi non fa pubblicità ma anche per chi già la fa. Degli annunci che compaiono nelle conversazioni analizzate, solo il 15% risponde davvero al bisogno espresso da chi scrive, il 40,7% risponde solo in parte, e il 44,3% è semplicemente fuori tema. Non basta comparire. Nella maggioranza dei casi, l'annuncio che si vede non è nemmeno quello giusto per la domanda fatta.
Messi insieme, questi due dati raccontano la stessa cosa da due lati diversi: la visibilità organica e quella a pagamento dentro ChatGPT non si muovono insieme, e quando la pubblicità c'è, spesso non è nemmeno calibrata sul bisogno reale di chi la riceve.
Cosa fare
Il primo errore da evitare è trattare la propria presenza in ChatGPT come un'unica metrica. Vanno misurate separatamente: quanto il brand viene citato e raccomandato nelle risposte, e quanto è presente, a pagamento, negli annunci. Un brand può essere fortissimo nella prima e assente nella seconda, come mostrano i nostri dati, oppure il contrario.
Il secondo è non assumere che comparire basti. Se si decide di investire in ChatGPT Ads, vale la pena verificare prima se il messaggio che si vuole mostrare risponde davvero al bisogno espresso dalle conversazioni del proprio settore, non solo alla categoria generale. È la differenza tra il 15% di annunci pertinenti e il 44% fuori tema.
Il terzo è leggere la frammentazione del mercato come un'opportunità temporanea, non come la normalità. I primi dieci inserzionisti coprono oggi appena il 18,3% degli annunci totali, e quasi un inserzionista su due compare una sola volta nelle conversazioni osservate. È uno spazio ancora aperto. Non resterà così per molto.
Come lo guardiamo in GeoSuite
Siamo tra i primi, se non i primi, ad aver iniziato a registrare in Italia sia la visibilità organica che quella a pagamento dentro ChatGPT dal primo giorno in cui gli annunci sono stati introdotti. Per farlo abbiamo integrato in piattaforma un modulo dedicato a ChatGPT Ads che, per quanto ne sappiamo, non ha ancora un equivalente sul mercato.
Il modulo mostra, per un settore specifico, tutte le campagne attive dei competitor: chi sta investendo, con quali creatività, e come si posiziona rispetto alla propria visibilità organica sugli stessi modelli. Non si parte da un'intuizione, ma da un quadro completo di chi è già presente, con quale messaggio, e dove restano spazi aperti, come quel 44% di annunci fuori tema di cui parlavo sopra.
Da questo quadro nascono indicazioni operative concrete: quali creatività stanno già funzionando nel proprio settore, su quali bisogni espressi vale la pena costruire un messaggio davvero pertinente, e quali spazi i competitor non hanno ancora occupato. Non è un censimento di tutta l'attività pubblicitaria su ChatGPT, lo diciamo chiaramente anche nel report: è la fotografia più dettagliata disponibile oggi in Italia su questo fenomeno, letta insieme al proprio posizionamento organico. Se volete vedere cosa dice per il vostro brand e per il vostro settore, possiamo guardarla insieme: prenotate una call con noi, senza impegno.
Alessandro, co-founder GeoSuite
